Seminario

Relatrice: 

Patrizia Valenti

Psicologa; Psicoterapeuta familiare; 

Responsabile STF (Studio Terapia Familiare)

 

Afferma Bordini (2009): “La fotografia è un’immagine, ma al tempo stesso sembra superarne i limiti”. E’ proprio questa la sua peculiarità: quella di contenere in qualcosa di oggettivamente delimitato (la fotografia appunto) contenuti affettivi e relazioni che superano il tempo e, di conseguenza, i limiti dell’immagine stessa. La fotografia ha una funzione referenziale, in altre parole, ha il compito di riferire nel tempo “qualcosa che è stato” e, più in particolare, di riferire qualcosa circa le relazioni che furono.  L’obiettivo di questo intervento è quello di portare il terapeuta, che si appresta ad utilizzare  le fotografie in terapia, ad osservare gli elementi che permettono di entrare in relazione con quella famiglia. A partire da qualche piccolo dettaglio è possibile raccogliere molteplici  informazioni circa la sua struttura, i suoi sistemi e i sottosistemi, i suoi confini e i vari riti di  passaggio (comunione, matrimonio, servizio militare, morti/funerali).  

Ma non solo.

Quid: le storie in un frammento

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