EMDR

Eye Movement Desensitization and Reprocessing

'Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari'

La Scoperta

 

Il metodo EMDR venne scoperto nel Maggio del 1987 da Francine Shapiro in maniera del tutto 'naturale'. Durante una passeggiata al parco, infatti, Shapiro osservò spontaneamente come il movimento dei propri occhi  (avanti e indietro) riducesse il disagio causato da ricordi traumatici. Concentrandosi sui propri ricordi o pensieri disturbanti e, contemporaneamente, provando ad eseguire volontariamente i movimenti oculari si accorse che la carica emotiva e l'intensità distrubante andavano scemando gradualmente.

 

Sulla base di queste iniziali osservazioni, condusse nell'inverno del 1987 le prime ricerche su persone presentavano sintomi del Disturbo Post Traumatico da Stress: vittime di abusi, molestie o erano reduci della guerra del Vietnam. Nel 1989 pubblicò un lavoro dove descriveva i risultati positivi del movimento oculare sullo stress in una quantità di casi studiati.

'La natura non funzionale dei ricordi traumatici,

compreso il modo in cui vengono memorizzati,

permette all' emotività e alle convinzioni negative legate al passato di influenzare il presente' (Shapiro) 

EMDR

L'EMDR permette un'elaborazione accelerata dei ricordi traumatici installando un'immagine più positiva e forte di noi stessi (dimensione presente) e rendendo meno intensa, per non dire nulla, l'emotività assocata all'esperienza traumatica passata.

Con questo metodo è, pertanto, possibile riprendere in mano ricordi traumatici e drammatici  e 'chuiderli' in maniera definitiva attraverso un'elaborazione del ricordo stesso.

Francine Shapiro

New York, 18 febbraio 1948. E' una psicologa statunitense.

Nota per aver sviluppato la terapia EMDR.

Shapiro ha ricevuto il premio Distinguished Scientific Achievement in Psychology Award per l'avanzamento della scienza psicologica, istituito dall'associazione di psicologi californiana California Psychological Association. Nel 2002 ha vinto il premio internazionale International Sigmund Freud Award for Psychotherapy della città di Vienna e dell'associazione internazionale di psicologi World Council for Psychotherapy.

 

Bibliografia:

Shapiro, F (2001) Eye Movement Desensitization and Reprocessing: Basic Principles, Protocols, and Procedures. Guildford Press.

Shapiro, F (2002) (ed) EMDR as an Integrative Psychotherapy Approach: Experts of Diverse Orientations Explore the Paradigm Prism. APA.

Shapiro, F & Forrest, M S (2004) EMDR: The Breakthrough Therapy for Overcoming Anxiety, Stress and Trauma . Basic books.

Shapiro, F (2007) Handbook of EMDR and Family Therapy Processes.Wiley.

Shapiro, F (2011) Manuale di EMDR e terapia familiare. Edizioni Ferrari Sinibaldi.

 

'Il mecanismo d'azione sembra essere Associazione, Ricollocazione e Riconsolidamento'

Shapiro, 2008

Le basi neurofisioligiche

Molti elementi portano quindi a ritenere che la codifica, l’immagazzinamento ed il recupero dei ricordi traumatici possano essere qualitativamente diversi dalle normali attività mnestiche e che le esperienze traumatiche possano compromettere un normale assetto biochimico, neurologico ed evolutivo della persona, ovviamente in presenza di fattori di rischio di diversa natura. Il tutto sembra si possa condensare nel modo seguente: le esperienze tramatiche possono compromettere la normale abilità umana di integrare le esperienze (Giannantonio, 2005)

Inizialmente, un'area di ricerca faceva riferimento all'ipotesi che il PTSD (Disturbo post traumatico da stress) fosse la conseguenza dei cambiamenti nella biochimica del sistema nervoso centrale prodotti dallo stress (Anisman, 1978). Ora, moltre ricerche evidenziano una correlazione positiva tra i disturbi connessi al trauma (non solo PTSD ma anche il Disturbo Depressivo Maggiore, Distrubo di Conversione, Disturbo Borderline di Personalità, Disturbi dell'Adattamento e quelli di abuso da sostanze) e alterazioni neurofisiologiche, quali ad esempio l'alterazioni del volume dell'Ippocampo (dx e/o sini) e una riduzione dell'intensità neuronale a livello dell'ippocampo in persone che hanno subito traumi cronici nel tempo.

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